Samanta Davies
    JM Liot / DPPI / Savéol ou Marc Lloyd / DPPI / Savéol

    Samanatha Davies

     

    Samantha Davies vanta un quarto posto nel Vendée Globe Challenge 2010 mentre si è dovuta purtroppo ritirare nell'edizione 2012 a causa di un disalberamento. Samantha è una delle veliste più complete e vanta anche la partecipazione a quattro Solitaires du Figaro, due Transat AG2R e MiniTransat. Nipote di un comandante inglese di sottomarino e figlia di genitori velisti che vivono su una barca d'epoca, Sam è a casa quando è sul mare ed è ancor più felice quando è naviga a vela. Racconta che uno dei motivi per cui ha partecipato al Vandée è che si tratta della più lunga regata che le avrebbe permesso di stare da sola sul mare che ama.

     

    Samantha Davies

    La navigatrice solitaria che sfida i più forti navigatori

    Come ti alleni per le regate oceaniche in solitario?
    Samantha Davis: nel 2004, quando regatavo nella classe Figaro, ho chiesto di far parte del "Team Elite" che ha sede a Port La Foret, nord ovest della Francia. Ho avuto la fortuna di essere accettata e da allora ho partecipato a tutti i loro allenamenti passando dalla squadra Figaro direttamente a quella dei 60 IMOCA. Facciamo sessioni di allenamento con un massimo di 8 barche in acqua contemporaneamente ed è davvero produttivo! Svolgo anche delle sessioni solo con il mio allenatore Leglatin Tanguy e lavoriamo insieme sulla velocità della barca e le manovre.

    Come riesci a competere contro gli uomini in una classe come gli Open 60 in cui la forza fisica è molto importante?
    SD: da quando regato negli Opean 60 ho lavorato duramente per rendere tutto più facile per me! In particolare, mi sono concentrata anche sull'attrezzatura di coperta con un winch primario nuovo ed una scatola overdrive sotto il pedestal con appositi cunei per lavorare in posizione ottimale. Sono quindi riuscita a cambiare il mio approccio alle manovre e non ho più paura di cazzare il genoa o srotolare il gennaker!

    Sei cresciuta in barca a vela e i tuoi genitori vivono a bordo di uno yacht classico: quali sono le cose più importanti che hai imparato da loro?
    SD: la marineria e l'amore per il mare. 

    Qual è il tuo cibo preferito cosa quando navighi in solitario in oceano?
    SD: cioccolato, fette biscottate Wasa, cibi liofilizzati (non sto scherzando!) e tè Earl Grey: non tutti insieme, ovviamente!

    E' vero che indossi i calzini rossi, proprio come Sir Peter Blake?
    SD: li indosso quando ho bisogno di un po 'di fortuna! Peter Blake raggiunto raggiunto risultati incredibili nella vela, dalla Coppa America alla Whitbread, dal il Jules Verne Trophy alla scoperta di alcuni dei luoghi belli del mondo via mare. Peter Blake mi ha realmente ispirata facendomi sognare sia regate come la Coppa America che la Whitbread (ora Volvo Ocean Race ndr).

    Come ci si prepara per la Vendee, la regata intorno al mondo in solitario senza scalo?
    SD: questa regata la si sente molto in partenza e affrontare affrontare le emozioni di quel momento è molto impegnativo. Poi ci si prepara a gestire al meglio gli alti ed i bassi, lo stress di corsa non-stop di tre mesi. Si deve anche essere in grado di dividere la regata in attimi e in sezioni per far fronte, ad esempio, ad un problema tecnico. Bisogna, infine, saper affrontare la solitudine, anche se personalmente non mi sono mai sentita sola !

    Durante la Artemis Transat hai colpito una balena...
    SD: certo! Dopo l'impatto, che ha danneggiato seriamente uno dei miei canard, ho continuato a pensare a cosa sarebbe successo se mi avesse colpito qualcosa di più grande e più solido come un container o un Growler. Questo mi ha spaventato un bel po' e anche se siamo abituati a pensare sempre a dare il massimo anche il condizioni difficili e di pericolo, "spegnendo" la paura, questa volta non ho potuto smettere di pensarci. Quella notte era particolarmente buia e ventosa ed ho avuto paura. Ma il giorno dopo ero molto arrabbiata con me stessa perché avevo navigato male tutta la notte! Quello che si impara in queste situazione è che ci sono cose che accadono in regata che sono al di là del nostro controllo: si deve semplicemente convivere con loro e non lasciare che queste assorbano i nostri pensieri!  

    Navighi anche quando vai in vacanza?
    SD: certo! per la mia ultima vacanza, ho noleggiato una barca da crociera (Beneteau 31,7) e sono andata in crociera in Bretagna del Sud! E' stato molto divertente esplorare gli ancoraggi di Ile de Houat, Belle Ile e Hoedic!

    Qual è la cosa che preferisci fare quando non stai navigando?
    SD: I Chilling a casa mia, in Bretagna

    Sei una donna inglese che va a vela in Francia: qual è la differenza tra queste due culture e che cosa hai imparato dai marinai francesi?
    SD: a mio avviso l'approccio anglosassone è molto tecnico, calcolato ed efficiente. L'approccio francese coinvolge maggiormente il sentimento e la passione per il mare.

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