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    Team New Zealand's Black Magic, 1995 America's Cup—Walter Cooper photo

    Harken's AC Timeline

    AC_original-hardware

    1977: First high-load Torlon® ball bearings

    1987: First titanium runner blocks

    1992: First AirBlock® design

    1995: Hydraulic genoa leads

    First carbon fiber drums & pedestal system: aluminum housing, titanium and stainless steel gears

    2000: Titanium ULC* blocks; CRX* Roller Traveler cars; 65 halyard winch with simplified gearing system: easy to take apart and maintain

    2003: Refine ULC blocks: titanium sideplates, composite bushing bearings, Torlon® thrust balls; 1111 primary winch with faster shifting mechanism

    2007: TTR* block, soft attachment LOUPs™, titanium roller bearings, aluminum sheaves

    Winch design review and weight reduction: oil-bath bevel gear box design, faster disconnect systems, aerodynamic carbon pedestal handle

    *ULC - Ultra-light Composite
    *TTR - Titanium Roller Bearings
    *CRX – Captive Roller (Extreme)

    Sir Peter Blake
    Yachtsman Sir Peter Blake, KBE (Knight Commander of the Order of the British Empire)(1948-2001), was known for his charisma, honesty, leadership, and talent. He competed in five Whitbreads, winning one in 1989. In 1994, he won the Jules Verne Trophy, setting a new circumnavigation record. His overwhelming 1995 America's Cup triumph with the fully Harken-equipped Team New Zealand launched Harken's winch business. In 2000, Blake led Team New Zealand to the first victorious defense of the America's Cup by a non-American team.

    Sir Peter Blake grew up sailing off New Zealand's North Island where he acquired a love of nature, going on to found Blakexpeditions, an organization committed to promoting awareness of environmental issues through expeditions around the world. He felt that both individuals and governments were responsible for protecting the environment and that education was the starting point. At 53 he was killed by pirates during an expedition on the Amazon.

    Una chiacchierata sulla “Auld Mug”, la Coppa America, con i fratelli Harken

    22/10/2019

    Peter and Olaf Harken

    Da lunedì 21 ottobre 2019 Olaf Harken non è più con noi. Non c'è giorno in cui, qui da noi, in Harken, non ci ricordiamo di lui. Sono molte le persone che devono tanto a questa figura carismatica. Olaf e Peter si confrontavano sempre tra di loro e racconti come quello che segue aiutano a tener viva la memoria di quale fosse il loro rapporto.

    “Volevamo sviluppare una gamma di bozzelli di grandi dimensioni, visto che ne avevamo già una per derive e piccoli scafi. Era giusto pensare anche alle barche più grosse. I nostri cuscinetti realizzati in Delrin, con cui facevamo l'attrezzatura per derive, non andavano bene perché i carichi sugli scafi d'altura erano troppo alti. Usando cuscinetti metallici il problema era invece il peso troppo elevato. Quello che cercavamo era uno bozzello resistente, che potesse reggere a grandi carichi, ma comunque dotato di cuscinetti leggeri, in materiale plastico.

    Sverige - Daniel Forster photo

    Cominciammo a guardarci intorno per capire chi potesse inventarsi qualcosa del genere e darci una mano a trovare la quadratura del cerchio. Il gigante petrolchimico Amoco aveva proprio in quel tempo lanciato una materia plastica ad alta resistenza, il Torlon. In sostanza era la plastica più resistente disponibile sul mercato ed era perfetta per realizzare il prototipo del bozzello per la scotta randa che avevamo in mente. Tuttavia la nostra esperienza era limitata alla realizzazione di materiale per derive olimpiche. La nostra sede era poi nella zona dei Grandi Laghi, ben lontana dalla costa atlantica e a quei tempi non conoscevamo bene il mondo della vela d'altura. Andammo quindi in Florida alle regate del SORC, nel 1976, e riuscimmo ad incontrare il responsabile del rigging del sindacato di Coppa America svedese che si dichiarò disponibile a provare il nostro bozzello sul circuito della scotta randa della loro barca.

    Nel 1977, al termine delle regate, il team svedese si dichiarò estremamente soddisfatto: il nostro bozzello fu l'unico che non necessitò d'essere sostituito. Ovviamente la Coppa rappresentava il test più impegnativo in assoluto, stimammo che l'uso intensivo della nostra attrezzatura in quella singola serie di regate potesse essere paragonato a ben dieci anni di utilizzo negli altri campi di regate. Fu un punto di partenza importante: negli anni successivi ci impegnammo a fondo a progettare, realizzare e poi mettere a bordo di barche di grandi dimensioni d'altura bozzelli e rotaie pensati apposta per loro.

    Nella Coppa del 1987 in Australia fummo i primi ad usare bozzelli in titanio a bordo di una dozzina di barche tra cui French Kiss, America II, Heart of America e Kookaburra.

    Nel 1992 nella Coppa a San Diego, Bill Koch e Buddy Melges con America Cube decisero di usare i nostri nuovi bozzelli in titanio che in più avevano la peculiarità di avere una zona centrale vuota: erano i famosi AirBlock. Le pulegge erano disegnate in modo da contenere al massimo il peso e i cuscinetti a rulli avevano preso il posto dei cuscinetti in composito che usavamo negli altri bozzelli in titanio.

    Capimmo poi che dovevamo spingerci ancora oltre ed addentrarci nel territorio dei winch in carbonio nonostante ci rendessimo ben conto di quanto quel mondo fosse altamente competitivo. Sapevamo anche che sarebbe stato molto pericoloso: il mondo della vela è piccolo, e se avessimo fallito tutti lo avrebbero saputo. Preannunciammo a tutti, qui da noi alla Harken, che la pressione sarebbe stata enorme, che tutti gli occhi sarebbero sati puntati su di noi e che avremmo dovuto lavorare forse anche di notte.

    Harken WinchesUna lunga collaborazione tra noi, il nostro distributore neozelandese John Street, ed il sindacato di Coppa neozelandese, in particolare con Peter Blake, fu la chiave di volta per raggiungere il centro del campo di battaglia. Blake ci chiese senza mezzi termini se davvero potessimo garantire l'affidabilità dei nostri winch e noi gli rispondemmo, con altrettanta schiettezza, che non potevamo garantire altro che il nostro massimo impegno a far quello che avevamo promesso. I nostri verricelli avevano le campane in carbonio, cosa unica a quel tempo ed erano molto più leggeri di tutti gli altri. Blake ci appoggiò in pieno, sulla base anche alla nostra promessa di un'assistenza assoluta sul campo. I neozelandesi vinsero la Coppa e di conseguenza e tutti i riflettori furono puntati anche sui nostri winch. Fu anche la prima volta in assoluto che un solo marchio fu responsabile della fornitura tanto dei winch che dei bozzelli.

    Da allora continuiamo a chiederci spesso quante volte ancora ci “reinventeremo la ruota”, visto che ancora oggi i team di Coppa America ci chiamano e ci chiedono: “Potete risolverci questo problema? Come possiamo fare questo, o quest'altro…?” Noi non dimentichiamo la nostra storia e come abbiamo iniziato: facendo tesoro della lezione di allora siamo ancora in prima linea, “at the front”. All'avanguardia.”


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