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    Peter and Olaf Harken sailing their E-Scow on hometown waters of Pewaukee Lake in 1967.

    Lowell North
    The founder of North Sails, Lowell North was not only a successful businessman, but is a sailing legend: five Star world championships, a gold medal at the ’68 Olympics, and numerous Big Boat world championships. Trained as an engineer, Lowell was known as a detail man who insisted on testing every roll of sailcloth for quality. He simulated a season’s sail wear by hanging new cloth from his car’s antenna as he drove from San Diego to Newport Beach (California) at a constant 50 mph. His ‘flutter test’ is still used to calculate stretch, but now a machine is used to duplicate the flutter.

    Buddy Melges
    Buddy Melges is one of sailing’s greats. He won Olympic bronze in the Flying Dutchman in 1964 and Olympic gold in the Soling in 1972. In 1992 he successfully defended the America’s Cup as helmsman for America3. He has over 60 major national, international, and iceboating titles. Buddy is going strong—lecturing, teaching clinics, and showing younger sailors a thing or two about winning. Buddy, a.k.a "The Wizard of Zenda," lives just down the road from Harken in Zenda, Wisconsin.

    George Shelby Friedrichs, Jr.
    A member of New Orleans Southern Yacht Club, George (Buddy) Friedrichs with crew Barton Jahncke and Gerald Schreck sailed their wooden Dragon Williwaw (US 231) to a gold medal win at the 1968 Olympics in Alcapulco, Mexico. A picture of this historically significant boat hangs in the bar of Southern’s new club house (the original structure burned during hurricane Katrina). Currently, Williwaw is being restored in Texas and will not only sail again, but race with the North American fleet.

    Bruce Kirby
    A native of Ottawa, Canada, Bruce Kirby began sailing at a young age, but says he was late getting started because he was born in January and didn’t start sailing until June. Kirby’s boat of choice was the International 14. He produced his first serious I-14 boat designs in 1958—the Kirby Mark I and later, the Kirby Mark III, and the Mark V. A newspaper journalist by profession, Kirby became editor of One Design Yachtsman Magazine (now Sailing World) in 1965. During this time he was asked by a friend to design a car-top dinghy. The Laser hit the market in 1971 and Kirby became a boat designer full-time. Kirby has designed more than 60 boats including IOR boats, 12-Meters Canada 1 and Canada II, the San Juan 24, Sonar, Ideal 18, and PIXEL.

    Storia dello sviluppo del bozzelli Small Boat Harken

    1/1/2007

    olympic_preHarken-blocksL'attrezzatura di coperta per le barche a vela prima del 1967?

    Il regno dell'attrito
    Bozzelli che si bloccavano in continuazione, carrelli che si stortavano e cuscinetti a sfera in acciaio lubrificati con il grasso. Prima del 1967 questa era l'attrezzatura di coperta per le barche: di derivazione agricola, pesante, difficile da usare e complicata quando si trattava di farne manutenzione. 

    Un'era di innovazione

    Come molte idee che finiscono per cambiare la storia, anche la decisione di Peter Harken di utilizzare cuscinetti a sfera in materiale plastico anziché in acciaio, è nata per necessità. Non si rendeva conto che la sua invenzione avrebbe cambiato il volto della vela.

    "Ho sperperato i soldi che mio padre aveva previsto per mandarmi al college, l'Università del Wisconsin-Madison, su barche, sci, ragazze. Tutte attività molto divertenti, ma ho poi dovuto iniziare a lavorare alla Gilson Medical Electronics come progettista di prodotti per pagarmi la scuola", ha raccontato Peter Harken. "Ero troppo al verde per acquistare l'attrezzatura per la mie Scow (barche dalle linee di carena piatte e una tipica prua tonda, molto diffuse negli USA nella regione dei Grandi Laghi) e Iceboat (i carri a vela su pattini, anche loro molto comuni in quella regione, durante la stagione invernale), e quindi mi sono costruita la mia, usando i cuscinetti a sfera di plastica che venivano usati alla Gilson. E funzionavano benissimo! Erano molto più resistenti delle sfere d'acciaio lubrificate! Gli amici velisti hanno subito notato quanto velocemente potevo lascare le mie vele e ho quindi cominciato a costruire bozzelli anche per loro."

    Peter e suo fratello, Olaf, hanno poi provato a proporre i loro bozzelli ai distributori locali, ma con risultati decisamente scoraggianti. Sconsolati, li misero in una vecchia scatola di sigari finché un giorno li mostrarono a Gary Comer, fondatore di Lands 'End, una società di forniture per la nautica (ora si occupa di abbigliamento) che gli disse: "Se li inserisco nel mio catalogo, dovrete farne tanti. Ne ho bisogno, e in fretta”.

    Gary vendette alcuni trai primi di questi bozzelli agli atleti delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, primi fra tutti Lowell North (nella classe Star) e Buddy Friedrichs (Dragoni). Entrambi vinsero la medaglia d'oro. La gente cominciò a chiedersi: "Che razza di attrezzatura c'è su quelle barche?". Gli Harken raccontarono delle loro vittorie sulla rivista One-Design e Offshore Yachtsman (ora Sailing World) e l'editore Bruce Kirby scrisse un editoriale dai toni ironici sostenendo che i bozzelli di Peter “Lasciavano partire il boma così in fretta da essere pericolosi”. Alcuni lettori lo presero sul serio e l'equivoco generò una fantastica pubblicità. "Questi diabolici dispositivi si chiamano bozzelli con cuscinetti a sfera Harken e ora ci vorranno anni prima che i progettisti di yacht realizzino barche abbastanza veloci da stare dietro alla vele".

    Dal catalogo The Lands 'End del 1969
    Gli ingegnosi bozzelli che vedete in queste pagine sono i frutti dell'ingegno di Peter e Olaf Harken. Regolare le vele con loro è incredibilmente facile, come liberare fogli di carta nel vento, così facile che sono sati scelti, più di quelli di qualsiasi altra marca, dai velisti olimpici degli Stati Uniti, compresi i due vincitori della medaglia d'oro sui Dragoni e sulle Star. Un risultato ottimo, soprattutto se si considera che l'anno scorso è stato il loro primo anno sul mercato."

    Gli affari decollano

    olympic_001Dagli anni '70 i bozzelli di Harken cominciano a regnare sovrani sovrani alle Olimpiadi, nel 1972 in Germania sono presenti a bordo di 34 barche, che diventeranno ben 106 all'edizione di Montreal del 1976. Harken è poi diventata il fornitore ufficiale di attrezzatura della squadra americana alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e alle Olimpiadi di Barcellona del '92. I bozzelli erano robusti, affidabili ed eccezionalmente scorrevoli. Per molti anni hanno rappresentato il punto di riferimento per i velisti olimpici e di livello internazionale in tutto il mondo.

    Quegli stessi bozzelli sono presenti nel catalogo di Harken, ma hanno un nuovo nome: "Bozzelli Classic". Sono disponibili in diverse dimensioni e decine di configurazioni per fornire a regatanti e crocieristi una vasta gamma di attrezzatura per ogni tipo di barca.

    Buddy Melges ha detto, durante la celebrazione del 40 ° anniversario della Harken: "Peter è venuto a Zenda (Wisconsin) con i suoi nuovi bozzelli e li abbiamo messi sulla nostre Scow. Hanno reso queste potenti molto più facili da portare. Senza i bozzelli di Peter, dove sarebbe ora il mondo delle derive?”

    L'innovazione continua

    Il lungo coinvolgimento di Harken nella vela olimpica ha aiutato sia la l'azienda che i velisti. Sin dall'inizio gli atleti hanno chiesto a gran voce attrezzatura più resistente, ma anche più leggera. E come ha affermato Peter, "Questo ci portato ha spremerci le meningi in direzione dell'innovazione, per dare loro quel vantaggio, per raggiungere il limite".

    T2-loop_150Nel 1999 Harken Engineering ha fatto un altro importante passo avanti nella progettazione dell'attrezzatura di coperta. Le nuove tecnologie e i nuovi materiali che stavano prendendo piede, e la costante spinta verso l'innovazione di Harken hanno portato verso un altro prodotto destinato ad esser un punto di riferimento del mercato: Carbo AirBlocks®.

    Su di loro Olaf Harken ha dichiarato: "Senza nessun dubbio rappresentano il passo in avanti più significativo nella ricerca del miglior rapporto leggerezza/resistenza da quando Harken ha cominciato a produrre bozzelli su sfere”. Anche questa ennesima innovazione fu subito al centro delle richieste del mondo dei velisti olimpici.

    Carbo AirBlocks® è diventato lo standard per i regatanti, ma anche per le piccole imbarcazioni da crociera. Sono più leggeri del 30% e più resistenti del 60% rispetto alle generazioni precedenti e sono adatti per la cime di piccolo diametro, oggi molto diffuse. I bozzelli Carbo sono disponibili in tutte le forme e dimensioni, inclusi i modelli a cricchetto, sia nella versione a innesto manuale che, Ratchamatics®, quindi auto innescanti, sensibili al carico.

    2171 with lineL'ennesimo passo in avanti da parte di Harken nella ricerca di miglior prestazioni per la sua attrezzatura è rappresentata dai bozzelli Fly Blocks. Sono piccoli, leggeri e incredibilmente robusti, progettati appositamente per le barche di ultima generazione: “volanti”, per scafi ipererformanti dotati di foils. I bozzelli Fly Blocks di dimensioni ridottissime per potersi gemellarsi alle scotte e alle manovre di diametro sempre più piccolo previste a bordo di queste imbarcazioni.

    Sui nuovi Fly Blocks c'è un'altra importante innovazione che non sarebbe mai stata contemplata più di 50 anni fa quando i primi bozzelli Harken sono nati: una migliore performance aerodinamica. Oggi, le barche navigano così velocemente attraverso due fluidi, acqua e aria, che ridurre la resistenza, su qualsiasi elemento della barca, è sempre più importante. L'obiettivo è la massima velocità possibile.

    I Fly Blocks possono reggere carichi che avrebbero richiesto bozzelli significativamente più grandi solo pochi anni fa. Ogni dettaglio è studiato per contenere i pesi: le placche laterali sono in materiali compositi, le pulegge possono essere in titanio. Infine, da un certo punto vista, si può dire che il cerchio si è chiuso, si riparte da dove il discorso era iniziato: i Fly Blocks hanno cuscinetti a sfera in acciaio. Sono ovviamente oggetti ben diversi dai “pezzi di metallo” che venivano utilizzati negli '60: resistono a carichi incredibili pur rispettando i rigorosissimi standard dei test di rotolamento e scorrevolezza di Harken. 


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